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Spoleto – Importante occasione per valutare i risultati e inquadrare le prospettive.

A cinque mesi dal suo nuovo incarico, l’assessore regionale alla Sanità Franco Tomassoni ha fatto visita alla struttura ospedaliera di Spoleto. Hanno ricevuto e accompagnato il responsabile politico della Sanità Umbra il Sindaco di Spoleto, il consigliere regionale Franco Zaffini, l’assessore comunale Paolo Proietti, la presidente del Consiglio Comunale Patrizia Cristofori, il consigliere comunale delegato alla sanità Leonardo Piselli. Per l’ASL3 Umbria presenti i massimi responsabili dal Direttore Generale Sandro Fratini, al direttore sanitario dell’ospedale spoletino Luca Sapori, al suo omologo dell’ospedale di Foligno Alessandro Laureti, ai responsabili del distretto socio sanitario.

La visita al “San Matteo” ha riguardato praticamente tutti i servizi, dalle strutture di ortopedia e riabilitazione a quelle di chirurgia generale e robotica, compreso il blocco delle nuove sale operatorie, da ostetricia e ginecologia a medicina generale, cardiologia, oncoematologia, pronto soccorso e così via. La delegazione ha visitato anche l’Hospice, uno dei fiori all’occhiello dei nostri servizi, per il quale è stato recentemente predisposto un progetto di ampliamento per aumentare gli spazi a favore dei servizi con un costo di ca. 400.000 euro. L’assessore regionale ha avuto modo di intrattenersi con i responsabili sanitari dando modo a ciascuno di illustrare l’attività svolta e i risultati ottenuti. Al termine della visita l’assessore Tomassoni ha voluto incontrare, insieme al sindaco e ai dirigenti della ASL3, tutto il personale riunito presso l’aula magna della palazzina Micheli .

Nel corso dell’incontro il Sindaco Daniele Benedetti ha descritto quello appena concluso come “un anno estremamente difficile” – ma nel corso del quale abbiamo tenuto duro – ha affermato il sindaco – grazie al grande impegno dei dirigenti dell’ASL3, del nostro personale medico e paramedico. Alla fine tutti i posti vacanti sono stati ricoperti, senza alcun problema per l’inserimento delle nuove figure: dirigenti medici, medici specialisti, tecnici e infermieri, anche perché persone di grande esperienza e capacità sono entrate in una organizzazione già ben funzionante”. Nel merito della riforma del sistema sanitario umbro, che la Giunta regionale si appresta a varare adottando definitivamente il DAP già preadottato, il sindaco ha ribadito la disponibilità che i sindaci dell’ATI3 Umbria hanno assicurato per una riforma inevitabile rispetto alla necessità data dal momento che stiamo attraversando in tutti i territori e in tutti i comuni. Nel metodo ha però precisato che “ se siamo disposti a rinunciare a qualcosa per far fare un passo avanti a tutta l’Umbria, non siamo disponibili a sacrificare quelli che sono punti fermi, eccellenze di riferimento e servizi di qualità del nostro sistema sanitario territoriale e locale, unanimemente riconosciuti, come dimostra la nostra spesa farmaceutica pro-capite o il saldo tra mobilità passiva e mobilità attiva”. A supporto delle sue affermazioni, il sindaco di Spoleto ha sottolineato che “ l’azione di riforma dovrà scaturire da analisi attente delle performance dell’attuale organizzazione per poi definire criteri e scelte di riorganizzazione coerenti” . In sintesi Benedetti ha ribadito con decisione la linea espressa nel documento dai 23 sindaci dell’Assemblea dell’ATI3 Umbria di cui è Presidente.

L’assessore Tomassoni si è detto impressionato dalla organizzazione e dalle strutture del San Matteo che per qualità ed efficienza rispondono perfettamente alle performance altissime dell’Umbria , grazie alla qualità dei servizi garantita da personale medico e paramedico di assoluta capacità. “Tuttavia – ha spiegato Tomassoni – anche se non ci piace e non vorremmo farlo, siamo obbligati a fare i conti con un sistema regionale che deve essere sostenibile e avere un futuro”. La strada maestra indicata da Tomassoni è quella della trattativa con lo Stato partendo da punti di forza ma “per far questo – ha spiegato – dobbiamo metterci nelle condizioni di dire per primi la nostra, dobbiamo agire per non farci aggredire e ciò significa che o si riconverte, si elimina il superfluo, si integrano le attività tra ospedali e tra ospedale e territorio, o nella negoziazione ci presenteremo deboli” . Rispetto a questa impostazione ha invitato il direttore generale della ASL3 Sandro Fratini a proseguire sull’ottima strada intrapresa per l’integrazione dei due poli ospedalieri di Spoleto e Foligno e al tempo stesso ha voluto fugare i dubbi sul ridimensionamento del San Matteo per il quale, non casualmente, sono stati fatti ingenti investimenti, punto nascita compreso, e che non corre rischi.

 



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