
Perugia - La crisi economica internazionale alimentata dalla grande speculazione finanziaria sta producendo effetti devastanti e senza precedenti sulla classe lavoratrice e sui ceti popolari: licenziamenti, cassa integrazione, sofferenza sociale, paura.
Quali ripercussioni e quali reazioni alla crisi in Italia, dove già difficili sono le condizioni materiali dei lavoratori, dopo la ventennale esperienza della “concertazione” imposta al mondo del lavoro da CGIL - CISL – UIL?
E’ innegabile che la concertazione è stata la camicia di forza per ingabbiare il conflitto ed ha consentito un arretramento dei diritti dei lavoratori ( è di questi giorni un nuovo attacco all’art. 18 dello statuto dei lavoratori), la formazione di un enorme esercito di precari e il trasferimento di una importante quota di reddito dai salari ai profitti.
La profondità della crisi e le rapide trasformazioni di questa fase aggraveranno ancora la situazione. Il Fondo Monetario Internazionale e i centri di potere europeo, dove vengono oramai prese le decisioni politiche ed economiche più importanti, stanno già chiedendo più “flessibilità”.
Le Organizzazioni Sindacali di Base, i movimenti, sono in grado di costruire una efficace opposizione a questi processi che tendono a ipersfruttare chi lavora e a marginalizzare gli espulsi dalla produzione?
Il sindacalismo di base, con la propria dimensione, riuscirà a svolgere la funzione fondamentale di riunire un mondo del lavoro sempre più spezzettato?
Di questo e di molto altro si discuterà nell’assemblea-dibattito sulla crisi economica venerdì 5 marzo, alle 16,30 con Luciano Vasapollo (docente di economia all’università La Sapienza) presso la “Sala della partecipazione” della Provincia, piazza Italia a Perugia.
p. Coordinamento regionale RdB-CUB
Ettore Magrini
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