
da Aurelio Fabiani
Spoleto - Ci risiamo con la xenofobia e la caccia all’untore.
Se le affermazioni riportate dalla stampa e attribuite al Consigliere Comunale Bernelli, del PdL, sono vere, rappresentano un fatto gravissimo di intolleranza razziale che va condannata nel modo più fermo.
Il Consigliere del PdL infatti dichiara che ciò che lo spaventa, motivo per il quale chiede controlli contrari ai diritti riconosciuti nel nostro paese a tutti i cittadini, non è tanto l’assembrarsi di persone nella notte in un luogo privato ma che lo facciano “persone di cultura ed etnia diversa”.
Spoleto città antifascista che ha riconquistato la libertà con la lotta di Resistenza, non accetterà mai che la mala pianta xenofoba che soffia dal nord del nostro paese, metta radici nella nostra città.
Come giustamente ricordato da chi ha pubblicato le dichiarazioni del consigliere Bernelli, egli quale appartenente alle Forze dell’Ordine, è tenuto prima di ogni altra cosa a rispettare la Costituzione, tutta; compresi gli art. 8 “tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge”, l’art. 17 “i cittadini sono liberi di riunirsi pacificamente, senza nessun preavviso”, l’art. 20 “ il fine religioso di una associazione non può essere causa di speciali limitazioni legislative”.
Per cui o il Consigliere Bernelli dichiara quali sono le violazioni della legge che si compiono nella macelleria, oppure taccia, perchè sta violando la Costituzione chiedendo di limitare la libertà dei cittadini sulla base della loro cultura e religione.
Sono particolarmente interessato poi a sapere se questa dichiarazione, si è scritto fatta in Consiglio Comunale, ha trovato risposte e adeguata reazione tra i rappresentanti dei cittadini nell’aula dove siedono.
Non lo chiedo con lo scopo di bacchettare i consiglieri se non fosse stato fatto, ma per dire loro che è ora di svegliarsi, questi segnali di intolleranza verso il diverso sono molto pericolosi.
Abbiamo assistito nel passato a troppe persecuzioni verso chi è diverso, contro ebrei,”untori”, “streghe”, nomadi, omosessuali, eretici e minoranze per rischiare di dover ricominciare daccapo.
Esprimo la mia solidarietà e dell’Associazione Casa Rossa ai fratelli Musulmani.
Aurelio Fabiani
delegato per il sociale
dell' Associazione Culturale CASA ROSSA
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