
Salvini e il coro contro i napoletani. Pd: «Si dimetta». Ma Bossi lo difende.
L'europarlamentare: «Sfottò, la politica non c'entra». La Russa: «Leggerezza»
MILANO - Bicchiere di birra in mano, militanti leghisti che lo accolgono con il coro «Matteo capogruppo». Poi parte il ritornello: «Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani... Oh colerosi,
terremotati... Voi col sapone non vi siete mai lavati». "Matteo" è Salvini, deputato della Lega ed europarlamentare di fresca nomina, capogruppo del Carroccio al Comune di Milano. Un politico non estraneo alle provocazioni: poco tempo fa aveva proposto di riservare alcuni vagoni del metrò ai milanesi,
escludendo gli extracomunitari. La "performance" anti-napoletani di Salvini è stata immortalata in un video girato all’ultimo raduno di Pontida, il 13 giugno, e pubblicato in Rete.
BOSSI: «STRONZATE» - E scoppia la polemica, con l'opposizione - Pd e Idv - che chiede le dimissioni e le scuse dell'europarlamentare e la Lega che lo difende. Umberto Bossi, interpellato dai giornalisti a Montecitorio, dice che «sono tutte stronzate» e che «dovrebbero chiedergli le dimissioni perché canta
male». Diversa l'opinione di Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl, secondo cui «Salvini ha il dovere di chiedere scusa per le offese nei confronti dei napoletani. Dopo le scuse inviterò il simpatico collega leghista a Napoli, sarà mio ospite e scoprirà che cos’è una delle più grandi civiltà del mondo». Il ministro La Russa parla di «leggerezza» e invita Salvini a scusarsi.
Lui si giustifica così: «Qui la politica non c'entra nulla, non c'entra nulla il razzismo, e chi si stupisce o si scandalizza vuol dire che sono almeno 30 anni che non mette piede in uno stadio... La politica è questo governo che ha ripulito Napoli da rifiuti e schifezze dopo anni di degrado. Il video in cui canto invece è un'altra cosa, è una festa tra amici che nulla c'entra con la politica, nel corso della quale si sono cantate canzoni da stadio. Quella messa in Rete è la canzone sfottò che si canta ai tifosi del Napoli, poi ne abbiamo
cantata subito dopo una contro il Verona. Sono ben tristi quelli che si mettono a polemizzare o a fare discorsi moralistici su un cosa goliardica che, ripeto, con la mia attività politica non ha nulla a che vedere».
PD E IDV: «SI DIMETTA» - Ma l'opposizione non la pensa così e Pd e Idv
chiedono le dimissioni dell'eurodeputato. Sergio D'Antoni, responsabile
Mezzogiorno del Pd, chiede al governo e alla maggioranza di condannare
«l'esibizione razzista». Secondo Stefano Graziano (Pd) «Salvini mette in luce
una sconfortante pochezza culturale e mentale». Pina Picierno (Pd) si dice
«scandalizzata» e prepara un'interpellanza parlamentare. Il vicepresidente
dell'Italia dei Valori alla Camera Fabio Evangelisti auspica le dimissioni: «La
canzonaccia razzista di Salvini non può essere liquidata come semplice folklore
e per questo non può passare impunita. È bene che la Lega prenda le distanze e
chieda le sue dimissioni». Sulla stessa linea Vinicio Peluffo (Pd): «Aspettiamo
fiduciosi che si renda conto della gravità e conseguentemente si dimetta da
consigliere comunale a Milano, da deputato, da parlamentare europeo». Emanuele
Fiano e Antonio Misiani (Pd) chiedono al presidente della Camera Fini «una
chiara presa di posizione rispetto a un comportamento del tutto inaccettabile».
Per Nello Di Nardo (Idv) «Salvini è l'emblema del degrado culturale e morale
del nostro Paese, un indecente fanatico che alimenta la xenofobia». Protesta
anche l'Udc con il segretario Lorenzo Cesa: «Salvini si lancia anche in
vergognosi cori da stadio contro i napoletani: cos'altro serve per convincere i
dirigenti del Carroccio a espellerlo dal partito?». Alessandro Pignatiello
(Pdci) chiede che la Lega esca dal governo: «Sono avventurieri razzisti e
secessionisti».
LA RUSSA E MUSSOLINI - Anche dalla maggioranza si alza però qualche voce
critica. Come quella del ministro La Russa: «Io non amo questi cori neanche
allo stadio e fuori mi sembrano una leggerezza. Penso che Salvini si dovrebbe
scusare» dice ai giornalisti alla Camera. Poi passa il ministro leghista
Roberto Calderoli e La Russa, siciliano ma da sempre residente a Milano,
scherza: «Cosa sarebbe successo se parlamentari napoletani della Pdl avessero
intonato, contro "noi milanesi": "Milano in fiamme! Milano in fiamme!"? Anche
questo è un coro da stadio, ma "noi milanesi" ci saremmo arrabbiati, o no?».
Decisamente originale la replica dell'onorevole Alessandra Mussolini, deputata
napoletana del Pdl, che attacca la «canzone ingiuriosa nei confronti di Napoli
e dei napoletani». E risponde per le rime, improvvisando un rap in napoletano:
«Uè Mattè, ma comme fa uno comm'a te a capì Napoli e i napoletane che simme i
meglio do munn. Uè Mattè tu si curioso, puort 'o recchino e sì nu meriuse,
sciacquate a vocca primma 'e parlà, si nu pezzent e nun ce scuccià!». La stessa
deputata ha aggiunto una «traduzione per il padano»: «Ehi Matteo, ma come fa
uno come te a capire Napoli e i napoletani, che siamo i migliori del mondo. Ehi
Matteo, tu sei curioso, porti l'orecchino e sei un invidioso, lavati la bocca
prima di parlare, sei un pezzente e non ci scocciare!».
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