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Solennità dell’Assunta. Il pensiero dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, è andato in particolare ai giovani, definiti «porzione più bella del nostro popolo», a coloro che hanno perso il lavoro, alle famiglie e ai poveri. Alla comunità di Spoleto: «occorre pensare al futuro in termini di gloria e di pienezza, non di decadenza».

Festa grande a Spoleto per la solennità dell’Assunta, patrona principale dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia. La ricorrenza liturgica dell’assunzione dell’Immacolata alla celeste gloria in anima e corpo è caratterizzata da una tradizione antichissima: l’attaccamento del popolo di Spoleto alla Santissima Icone, preziosa tavoletta raffigurante la Vergine senza il Bambino e con le braccia alzate sullo stesso lato, secondo il tipo iconografico bizantino della Haghiosoritissa, dipinta probabilmente nel sec. XII e regalata alla città dal Barbarossa, nel 1185, in segno di pace. Come ogni anno l’Icone, nei giorni precedenti la festa, è stata portata in peregrinatio in alcune comunità parrocchiali spoletine: i fedeli delle parrocchie di Eggi, di S. Venanzo, di S. Giacomo, Baiano, dei Santi Pietro e Paolo, di S. Rita, del Sacro Cuore e di S. Gregorio hanno affidato alla Madre di Dio le gioie e i dolori, le fatiche e le speranze di ciascuno, chiedendo protezione e aiuto nel pellegrinaggio della vita.

Tantissime persone hanno partecipato, la sera del 14 agosto, alla processione che, dalla basilica di S. Gregorio, ha riportato l’immagine nella chiesa Cattedrale. Come di consuetudine l’arcivescovo mons. Renato Boccardo ha dato voce alla preghiera dei presenti, chiedendo in particolare alla Madonna di «non lasciare senza pastori le nostre comunità e di ispirare a tanti giovani la passione per il Signore suo figlio; ricordati o Madre – ha continuato il Presule – dei nostri giovani, porzione più bella del nostro popolo: aiutali ad essere uomini e donne vigilanti; ti raccomandiamo le famiglie: dona fortezza ai tanti sposi che desiderano vivere nella giustizia, nella verità e nella bellezza il loro amore; ricordati – ha proseguito – dei poveri, di quanti vedono minacciata la stabilità del posto di lavoro e guardano con incertezza al futuro, di chi ha perso il lavoro e non sa come provvedere all’onesto sostentamento della propria famiglia: in ciascuno di essi è riprodotta l’immagine del tuo Figlio; salva Spoleto, o Madre, da ogni male, donale la serenità della convivenza, la tranquillità dell’ordine, il vero benessere spirituale e materiale». Alla processione era presente il sindaco della città, Daniele Benedetti.

Mercoledì 15 agosto, invece, mons. Boccardo ha presieduto il solenne pontificale in Duomo, animato nel canto dalla Cappella musicale. Nell’omelia l’Arcivescovo, “rileggendo” le letture della Messa ha detto che Maria «è il modello verso cui si orienta l’itinerario universale dell’uomo e del mondo; nella sua assunzione contempliamo il recupero totale in Dio dell’essere umano. Di qui l’invito a ravvivare in noi il desiderio del paradiso e il senso religioso della vita dopo la morte, la fede nella risurrezione. Occorre pensare al futuro in termini di gloria e di pienezza, non di decadenza». Al termine dell’Eucaristia mons. Boccardo, i sacerdoti e le autorità civili presenti hanno accompagnato la Santissima Icone sul balcone della Cattedrale: da lì, il Presule ha benedetto i fedeli che, nel frattempo, si erano adunati in Piazza Duomo. «O Maria – ha detto – proteggi la nostra Chiesa, la nostra città, proteggile dal Duomo a te dedicato; proteggi le nostre famiglie, i lavoratori, i giovani, i bambini, gli anziani e i malati; abbi pietà di noi poveri peccatori e accompagnaci nella quotidianità fino all’ora della nostra morte».

Ufficio Stampa diocesano


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