Autore: Isabella Caporaletti

“Davvero non te ne importa?” chiese Ernesta la tartaruga. Aveva un modo di parlare così calmo che metteva a proprio agio.
“No che non mi importa!” rispose lesto la lepre Osvaldo, “anzi, ti voglio ancora più bene”.
“Ma tu hai sempre fretta! Corri veloce per i campi, saltelli felice mentre io sono lenta e goffa!” brontolò Ernesta che non ne voleva sapere di prendere sonno.
Osvaldo fece un sonoro sbadiglio.
“E’ vero, sono veloce, e vado sempre correndo di qua e di là, ma tu, con la tua calma, mi aiuti a riflettere e mi tranquillizzi, quindi smettila di brontolare come una vecchia ape stanca!”
“Ma se dobbiamo andare da una parte, come farò a starti dietro?” domandò la tartaruga.
“Io ti aspetterò!” esclamò la lepre, poi continuò “sai? Da quando ti ho conosciuta, la mia vita è cambiata. Non vado più in cerca freneticamente di fare mille cose tutte insieme. Cerco di non essere precipitoso e mi godo di più la vita.
“Io, da quando abbiamo deciso di vivere insieme,” cominciò Ernesta, “non sono più pigra. Faccio le cose più volentieri, tu hai dato un po’ di sale alla mia vita, ma ho paura che siamo troppo diversi…”
“E’ vero, siamo tanto diversi, ma io ti voglio bene lo stesso! E ora fammi dormire. Per favore!”
“E se dobbiamo fare una cosa insieme? Come faremo?” chiese la tartaruga dubbiosa.
“Mi insegnerai a non avere troppa fretta!” rispose la lepre.
“E…e se ci insegue un predatore? Tu sei abituato a scappare e a confonderlo con i tuoi salti, ma io in genere mi devo ritirare nel mio guscio, se cercassi di correre finirei mangiata in pochi secondi!” terminò Ernesta con un brivido lungo tutto il suo corpo rugoso.
“Se ci insegue un predatore… beh…, mi farai posto nel tuo guscio!” sentenziò Osvaldo, “dormiamo, ora?” aggiunse.
“Ma se arriva l’aquila? Quella mi prende, mi porta in alto, mi sbatte sul terreno e, quando il guscio si rompe, mangia tartaruga a colazione!” dichiarò con terrore.
“Beh,” ammise la lepre, “se arriva l’aquila non c’è molto da fare, vorrà dire che quel giorno a colazione mangerà tartaruga e lepre!”
Ci fu un lungo minuto di silenzio. Era già buio, le cicale strillavano il loro canto notturno e i grilli canterini frinivano nella notte fresca. I due giovani si accoccolarono vicini. E’ proprio vero che le differenze sono un valore, e l’amore le trasforma tutte, indistintamente, in plus valore.
“Buonanotte.”
“Buonanotte!”
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