Di grande livello la presentazione a cura di Philippe Daverio che ha divertito pure nella collocazione storica del sipario, del teatro stesso e dell’abitudine della nostra terra ad amare il teatro e il bello.
Una dotta spiegazione che ha appassionato i troppi intervenuti che hanno messo a dura prova l’organizzazione dell’evento.
Difficile già dall’inizio per entrare in sala. Il banco che si doveva occupare della distribuzione dei biglietti per spettatori e stampa invitata, non ha retto il colpo accumulando fila ma soprattutto lamenti scocciati.
Quando capitano eventi di questa importanza ci può stare che l’affluenza sia alta e questa volta è stato difficile per l’organizzazione far scivolare via tutto senza intoppi come ci si aspettava.
Il pubblico stipato nei palchetti con le porte giustamente chiuse per non disturbare le luci, ha apprezzato molto il gadget offerto dalla Fondazione Fendi. Un ventaglio di vimini, rivelatosi provvidenziale.
L’evento è stato arricchito dalla presenza in scena di Peppe Barra che ha interpretato un commovente Pulcinella. Paolo del Vecchio alla chitarra e Massimiliano Sacchi ai fiati.
Ai costumi ha pensato il mitico Piero Tosi. Consulenza musicale di Alessio Vlad e regia di Quirino Conti.
Con l’occasione il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti, ha annunciato la concessione della cittadinanza spoletina alla signora Fendi per l’impegno e l’amore dedicato alla nostra città.
Presenti in sala molte personalità della cultura e dello spettacolo.
Il sipario storico
I restauratori della Coobec di Spoleto
Peppe Barra Saluta Mauro Bronchi in Piazza Duomo
Bruno Vespa
Peppe Barra
Piero Tosi
Giorgio Ferrara - Carla Fendi - Daniele Benedetti
Philippe Daverio il Piazza Duomo
Carla Fendi fra alcune sue collaboratrici
Foto di Diego Piccioni
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