Autore: L.G.

Tanto quanto? Tanto da scriverci un piccolo libriccino che ha come protagonista la navetta che circola nel centro storico, partendo dalla stazione.
La navetta, si, proprio lei.
E’ un piccolo racconto che ha scritto Michael Feenney per i suoi 5 nipotini australiani.
La navetta, che ovviamente ha un nome, si chiama Danny, girando per il centro incontra negozi e personaggi che in qualche modo fanno la storia quotidiana della nostra città.
Danny passa davanti alla fiera del venerdì, al forno Bonucci, al barbiere Guido (detto Puzzetta), al ristorante L’Angolo Antico, al bar Vincenzo, all’albergo Albornoz, al mobiliere Regoli.
Nel giro incontra personaggi come i passeggeri che salgono ( ad esempio la signora Gira la prende per passare il tempo e fa più di un giro completo), i vigili, l’autista e alcune infermiere dell’ospedale.
Il piccolo racconto segna il rapporto vero di questi nostri cittadini a ‘tempo determinato’, che trovano nel legame con i commercianti e con chi lavora nella città un motivo di grande piacevolezza.
Tanto da restare, tanto da comprare casa in Via Monterone.
Loro che provengono dalla lontanissima Australia.
Belli, simpatici e aperti, Michael e la sua signora, vengono a Spoleto 2 o 3 volte l’anno e l’adorano.
Io chiedo: “Cosa vi ha fatto innamorare di Spoleto?”
“E’ compatta”, probabilmente intendono dire che non è dispersiva come una grande città, “è sempre ricchissima di attività.”
“Che intende per attività? Attività culturali?“ chiedo.
“Non solo, intendo ristoranti e negozi aperti in centro.”
“ Poi” Continua Michael, che parla discretamente l’italiano, “ci piace perchè è poco turistica.”
“ Ecco. ” Penso io “Questo per molti di noi spoletini è un difetto, nel senso che ci piacerebbe vedere sempre la città invasa dai turisti.”
A loro, invece, così piace molto.
Il racconto è stato particolarmente gradito dalla Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini, che hanno colto l’occasione al volo e ne hanno realizzato un libriccino, con tanto di foto a colori di Danny e dei suoi ‘colleghi’ autobus, e di alcuni dei protagonisti ‘più umani’ (rispetto ai mezzi di trasporto), come Domenico dell’Angolo Antico e il barbiere Guido.
Il libriccino, edito in doppia versione, italinao e inglese, si può trovare presso l’infopoint di piazza della Libertà e negli hotel Clitunno, Albornoz e Palazzo Leti, a disposizione di tutti i bambini che hanno voglia di leggere la storia di un piccolo autobus che arranca piacevolmente per la città di Spoleto, sempre di corsa per non far arrivare in ritardo i suoi amici passeggeri.
Bella iniziativa. Viva gli australiani innamorati di Spoleto.
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Questa è la pura e vera realtà,peccato che non l’abbia capita il Sig. Benedetti e i suoi alzatori di mano.
Sono anche io straniera. Nel 1961 mi sono innamorata di Spoleto, ci sono rimasta e non me ne pento.
complimenti vivissimi Terry,è difficile trovare una cittadina d’arte bella come Spoleto
Peccato che i spoletini non sono piu innamorati della loro cittadina con la loro maleducazione,le macchine sotto casa e le pretese da strapparsi i cappelli !!! Un po di rispetto signori abitanti dell centro storico ..verso di voi e verso la nostra citta!!