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Lo ha deciso poche ore fa la Corte Costituzionale che  in Camera di Consiglio ha esaminato il ricorso presentato dal Giudice tutelare del Tribunale di Spoleto in merito al caso di una minorenne, che aveva chiesto di sottoporsi a interruzione volontaria della gravidanza senza il coinvolgimento dei genitori.

La questione di legittimita’ costituzionale e’ stata dichiarata “manifestamente inammissibile” dalla Consulta.

Il quesito e’ stato sollevato in particolare relativamente all’articolo 4 delle legge 194 del 1978 sull’aborto: “Per l’interruzione volontaria della gravidanza entro i primi 90 giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternita’ comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui e’ avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge a un consultorio pubblico, o a una struttura sociosanitaria a cio’ abilitata dalla Regione, o a un medico di sua fiducia” per procedere con l’aborto.

Secondo il giudice che si e’ rivolto alla Consulta ci sarebbe potuta essere “incompatibilita’” con gli articoli 2 (diritti inviolabili dell’uomo) e 32 (tutela della salute) della Costituzione italiana e con “la definizione e la tutela dell’embrione umano enunciate dalla Corte di giustizia europea in sede di interpretazione del divieto di brevettabilita’ delle utilizzazioni di embrioni umani a fini industriali e commerciali”.

Infatti la Corte Ue aveva definito un embrione umano “qualunque ovulo umano fin dalla fecondazione, qualunque ovulo umano non fecondato in cui sia stato impiantato il nucleo di una cellula umana matura e qualunque ovulo umano non fecondato che, attraverso partenogenesi, sia stato indotto a dividersi e svilupparsi”, e dunque, soggetto da “tutelarsi in maniera assoluta”.

Per il giudice, se dunque l’embrione umano “deve ritenersi correttamente qualificabile come ‘uomo’, seppur ‘in fieri’, per il diritto vivente europeo – si legge nell’ordinanza di rinvio della questione alla Consulta – necessaria conseguenza logico-giuridica e’ il ritenere costituzionalmente illegittima qualsivoglia norma di legge che, prevedendo la facolta’ di addivenire alla volontaria distruzione dell’embrione umano, leda irreparabilmente quel diritto alla vita che e’ il primo fra i diritti inviolabili dell’uomo”.

Ipotesi che la Consulta ha deciso di non ammettere.

 

 

 


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4 Risposte a “Salva la legge 194 sull’aborto”

  1. Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente onoraria dell’associazione Luca Coscioni ci scrive:

    Non si può che salutare con soddisfazione la decisione della Corte Costituzionale di dichiarare manifestamente inammissibile il quesito sollevato dal tribunale di Spoleto relativo all’articolo 4 della legge 194 sull’aborto.

    Da una parte la decisione della Consulta conforta: se il ricorso fosse stato accolto, si sarebbe inferto un colpo durissimo al diritto della donna di poter interrompere una gravidanza non desiderata, e l’Italia sarebbe ripiombata nel clima oscurantista in cui le lotte radicali l’hanno strappata, con i referendum, le iniziative politiche dentro e fuori il Parlamento, gli arresti di Emma Bonino, Adele Faccio, Gianfranco Spadaccia e Giorgio Conciani.

    Il problema tuttavia è tutt’altro che risolto: grazie a un’interpretazione strumentale del diritto di obiezione di coscienza – che nessuno intende mettere in discussione e pregiudicare – intere strutture sanitarie in molte regioni del paese, soprattutto del Mezzogiorno, non garantiscono alle donne il diritto di poter interrompere una gravidanza indesiderata; questo accade in aperta, ostentata violazione della legge 194: che certo tutela il diritto del medico di “obiettare”, ma soprattutto impone alla struttura sanitaria di garantire che il diritto all’aborto sia comunque assicurato. Troppo spesso, grazie all’inerzia e all’indifferenza di chi, istituzionalmente, come abbiamo chiaramente documentato e denunciato, questo diritto dovrebbe tutelare e garantire, i diritti della donna sono messi in discussione e pregiudicati, la 194 viene clamorosamente disattesa e disapplicata. Una situazione intollerabile che non siamo disposti a tollerare

  2. Fa tristezza e un po’ di rabbia sentire parlare di rispetto degli esiti rederendari personaggi che se ne fregano altamente dei referendum (vedi finanziamento ai partiti), oppure parlare di risoluzione degli aborti clandestini quando in Italia ce ne sono ancora molti, oppure di grandi conquiste di libertà quando si mette in dubbio perfino la libertà di coscienza se questa non è allineata alla mentalità propria/dominante («in Italia c’è una malattia contagiosa, una epidemia rapida che si chiama obiezione di coscienza» Emma Bonino), oppure di maternità consapevole quando è considerato crudele mostrare un’ecografia alla madre prima di obbligarla ad abortire (perchè di fatto di questo si tratta fintanto che non ci saranno delle vere politiche per aiutare le donne a scegliere la vita oppure aiutare i genitori di figli down). Mi chiedo allora cosa sia la consapevolezza? A me sembra un comportamento dello struzzo, si mette la testa sotto la sabbia, o peggio ci si gira dall’altra parte quando qualcosa non va. Scegliete voi.

    Posto una foto di cos’è un feto “abortibile” a 12 settimane. Del resto ci sono correnti di pensiero che propongono l’infanticidio

    http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_19/aborti-clandestini-vicenza-arresto_0eaa71e4-ab7d-11df-94af-00144f02aabe.shtml

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/16-maggio-2012/prostituzione-aborti-clandestini-sgominata-organizzazione-licata-201202704492.shtml

  3. Il circolo “E. Berlinguer” di Spoleto, Campello, Castel Ritaldi, Montefalco accoglie con soddisfazione la decisione della Corte Costituzionale di rigettare la pretesa di incostituzionalità dell’articolo 4 della legge 194/78, sollevata dal Giudice Tutelare del Tribunale di Spoleto.
    La 194/78 era arrivata di fronte alla Corte in seguito alla richiesta di una ragazza minorenne di Spoleto di ricorrere all’aborto senza informare i suoi genitori. Il giudice aveva ritenuto che la norma contraddicesse in particolare, gli articoli 2 e 32 della Costituzione, rispettivamente sui diritti inviolabili dell’uomo e sulla tutela alla salute, e citava a sostegno della sua tesi una sentenza della Corte di Giustizia Ue sul tema dell’embrione umano.
    Fortunatamente la Corte non è stata dello stesso avviso ed ha preservato l’integrità di una legge che, dalla sulla sua approvazione nel settantotto, è stata negli anni oggetto di continui attacchi e tentativi di ridimensionamento da parte di poteri ecclesiastici, partiti politici, medici obiettori e in questo caso anche giudici. A difesa della legge in vigore è intervenuto anche l’avvocato dello Stato, Maria Gabriella Mancia.
    Rimane comunque l’amarezza per la modalità in cui è stata gestita la vicenda della giovane ragazza, che rivolgendosi al Consultorio per esplicitare un suo diritto invece di essere tutelata e sostenuta in una situazione così delicata, si è ritrovata suo malgrado sulle pagine dei giornali nazionali.
    Sinistra Ecologia Libertà a quella ragazza esprime la sua solidarietà e ribadisce con forza e fermezza l’importanza della tutela di tutti i diritti civili che, in uno stato laico, quale la Repubblica italiana, dovrebbero sempre essere garantiti ai propri cittadini.

  4. Ancora una volta dopo oltre 30 anni dalla sua approvazione con referendum popolare la legge 194 subisce un attacco ” sventato” solo grazie alla Corte Costituzionale che “ritiene inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art 4 della legge 194 sull’aborto”.
    La 194 è una buona legge che tutela la donna e la sua salute, una legge da paese civile, ma sono continui e ripetuti gli attacchi per modificarla e snaturarla, con il fine ultimo di mettere in discussione l’autodeterminazione delle donne e il loro diritto a scegliere la propria gravidanza. Diverse infatti sono le proposte di modifica depositate in Parlamento ad opera di parlamentari dell’UDC ( Buttiglione, Volontè) e del PDL ( Barbieri , Farina).
    Crediamo che invece di pensare a modificare una legge che ha il sostegno di larghissima parte degli italiani, bisognerebbe interrogarsi perchè nel nostro paese siano completamente assenti l’educazione alla sessualità e alla procreazione responsabile , perchè cosi pochi sono i consultori intesi come sostegno alla famiglia e alla maternità o ancora come mai tantissimi medici in Italia si dichiarano obbiettori di coscienza, dato che di fatto sta cancellando il diritto ad abortire per mancanza di medici che praticano l’aborto nelle strutture pubbliche. La legge 194 non si tocca, nè oggi nè domani, è una legge che noi donne abbiamo conquistato e siamo pronte a difendere in ogni momento.

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