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Autore: R.C.

Una ipotesi? Io una ideuzza l’avrei ma…

Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana la velocità

massima non può superare i 130 km/h per le autostrade, i 110 km/h per le strade

extraurbane principali, i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade

extraurbane locali, ed i 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di

elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui

caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi

segnali. Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia,

dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di

percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il

limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed

effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, semprechè lo consentano

l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità

dell’ultimo quinquennio. In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la

velocità massima non può superare i 110 km/h per le autostrade ed i 90 km/h per le strade

extraurbane principali.

 

Sembra chiaro il limite di 50Km/h dovrebbe essere applicato solo per le strade urbane (con la

possibilità di elevare addirittura detto limite a 70Km/h in casi particolari).

Allora come si concilia questo articolo con i limiti di 50Km/h imposti in diverse strade extraurbane

(non solo nella nostra regione per la verità)? Esempio: il tratto della Flaminia tra Spoleto e Terni

per la sua peculiarità (curve pericolose ecc.) comporta ovviamente una certa cautela di guida e il

limite di 70Km/h sinora imposto era assolutamente condivisibile; ma ci sono tratti in cui il limite

dei 70 Km/h si alterna a quello dei 50 Km/h in una sequenza incomprensibile; ad esempio

all’altezza del Molinaccio, un tratto pieno di curve in prossimità dell’abitato e con diversi incroci, il

limite è di 70 Km/h mentre poco dopo, con un percorso simile ma senza fabbricati, viene

bruscamente abbassato a 50 Km/h. Mistero…

In conclusione gradirei capire il razionale con cui si impone un limite dei 50Km/h (difficilissimo da

rispettare nei tratti in discesa… provare per credere… occorre frenare in continuazione…) quando un

limite di 70Km/h sembra essere assolutamente sicuro.

Una ipotesi? Io una ideuzza l’avrei ma… Honi soit qui mal y pense (come recita il motto dell’

Ordine della Giarrettiera) ovvero: sia vituperato chi ne pensa male… ma….


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2 Risposte a “Limiti di velocità, Honni soit qui mal y pense”

  1. Assolutamente d’accordo!!
    Purtroppo non siamo di detentori unici di questa “furbata”, girando un po’ l’Italia per strade statale ci si accorge che la segnaletica (non solo i limiti) è davvero ai limiti dell’assurdo…altra caratteristica italiana che sarebbe bellissimo modificare in base alla logica,anzi,alla legge già esistente…che sogno!

  2. Sarebbe forse utile girare la domanda a chi quei limiti (assurdi) impone. E porla con tutti i riferimenti di legge per obbligare a fornire una risposta.
    Se può consolra qualcuno porto ad esempio il comune di Fiumicino (RM) che ha esteso a dismisura i limiti della fascia urbana arrivando a decine di chilometri dalla parte effettivamente “urbanizzata”.

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