Autore: Confartigianato Imprese

“L’articolo-inchiesta pubblicato nei giorni scorsi dal quotidiano ‘la Repubblica’non fa che confermare quanto sostenuto da tempo dalla Confartigianato in merito alle inefficienze, alla complessità e agli inutili costi del Sistri per le imprese chiamate ad attuarlo. Il sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti pericolosi deve essere superato e dovrà essere istituito un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che risponda ai requisiti di efficienza, economicità ed efficacia”.
E’ quanto afferma il Segretario di Confartigianato Imprese Perugia – Stelvio Gauzzi – , il quale ricorda che “negli ultimi due anni migliaia di imprenditori del nostro territorio hanno speso ingenti risorse economiche e burocratiche per iscriversi al Sistri, acquistare migliaia di chiavette usb e black box.
Risultato: il Sistri non è mai partito. I motivi della mancata attuazione sono le procedure complicate e costose, i problemi e ritardi nella distribuzione dei dispositivi USB e nell’installazione delle black box,i malfunzionamenti dovuti a difetti strutturali nell’hardware e nel software, i continui correttivi legislativi e procedurali”.
“Non basta – aggiunge Gauzzi – il differimento, deciso dal Ministero dell’Ambiente, del pagamento del contributo SISTRI al 30 novembre 2012. Il contributo va soppresso perché si riferisce ad un servizio che non esiste. Va ripensato l’intero sistema, tenuto conto della sostanziale inoperatività del Sistri a fronte delle quote già versate dalle imprese negli ultimi due anni”.
“Nessuno – sottolinea Gauzzi – mette in dubbio la necessità di combattere le ecomafie. Ma bisogna riuscire a farlo con modalità semplici in capo alle imprese per garantire una gestione efficiente e poco costosa ed efficaci risultati”.
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