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Spoleto – Tutto pronto per la serata conclusiva dell’Anno Menottiano. Felice il solista Aron Chiesa: «Sarà una grande serata»

Ultimo atto per l’Anno Menottiano. Mercoledì 1 Febbraio, alle ore 20.30 al Teatro Nuovo “Gian Carlo Menotti” si terrà il concerto conclusivo della manifestazione, organizzata dall’associazione “Celebrazioni Anno Menottiano” per rendere omaggio all’uomo che ha reso Spoleto famosa nel mondo.

All’appuntamento prenderanno parte i solisti Stefano Mhanna, Aron Chiesa e l’orchestra internazionale di Roma, diretta dal Maestro Antonio Pantaneschi. «Non ho mai avuto contatti di tipo professionale con questa città – ha affermato quest’ultimo, docente nel conservatorio di Perugia e direttore della Juniorchestra dell’accademia nazionale di Santa Cecilia – e nemmeno con Menotti, ma di lui ho un’altissima considerazione. Le sue opere in Italia meritavano lo stesso successo che hanno riscosso negli Stati Uniti e tra queste adoro l’“Amelia al Ballo”: ha una partitura che mi affascina davvero molto».

Un’occasione, quindi, per vivere una serata magica, godendo anche delle qualità artistiche dei due giovani solisti. «Quando Giampaolo Emili e Francesco Corrias – ha rivelato Pantaneschi – mi hanno informato della loro presenza, sono stato molto felice. Chiesa lo conosco da tempo, suoniamo insieme da quando aveva 9 anni. È un talento enorme e con lui abbiamo deciso di inserire all’interno del programma della serata il concerto per clarinetto e orchestra K 662 di Mozart. Mhanna, al contrario, non lo conoscevo se non per le notizie riportate dai media nazionali. Penso che sia un bellissimo musicista, molto più maturo rispetto alla giovane età – ha aggiunto il maestro – ed è capace di fare scelte interpretative importanti. Tutto questo, senza parlare poi della sua tecnica, semplicemente strepitosa».

A Spoleto guiderà un orchestra composta da 54 elementi di un’età compresa tra gli 11 e i 19 anni. «Ci teniamo a far bene – ha spiegato – e i brani che eseguiremo sono tutti alla portata dei ragazzi. I quali, parlando adesso in generale, la maggior parte delle volte danno molte più soddisfazioni rispetto alle formazioni composte esclusivamente da artisti già fatti e formati. Dico questo perché i giovani sono generosi e se noi docenti riusciamo a creare un rapporto di fiducia e a far capire loro cosa devono suonare, allora volano. L’unica difficoltà che si ha è che è necessario spingere i bottoni giusti, al fine di fargli mantenere alta l’attenzione. Nella mia formazione la musica ha giocato un ruolo fondamentale: a farmi avvicinare a questo mondo, infatti, è stata mia madre dal momento che ero un bimbo abbastanza introverso. Ho iniziato a suonare a 5 anni e il mio sogno è che ogni città possa avere un’orchestra di ragazzi».

Felice di essere a Spoleto anche il quindicenne Chiesa. «Non ho mai avuto la fortuna di suonare in questa città – ha detto l’artista – ma in qualche modo sono legato ad essa, dal momento che mia madre ha vinto un concorso di canto qui. Ho iniziato a suonare molto presto, anche perché in famiglia sono tutti musicisti e fin da subito mi è piaciuto il clarinetto. Oltre alla musica, comunque, ho anche altri interessi: per esempio, mi piace il calcio e sono tifoso della Roma».

Per prenotare il biglietto per il concerto finale, chiamare i numeri 340/7284660 e 389/0787022

Mercoledì 01 febbraio 2011 ore 20,30 Teatro Nuovo “Gian Carlo Menotti”

Concerto Finale

Orchestra Internazionale di Roma

Clarinetto Solista Aron Chiesa

Violino Solista Stefano Mhanna

Direttore d’Orchestra M° Antonio Pantaneschi

Presenta Elena Doni

Programma della serata:

Prima parte

  • Ouverture “Gazza ladra” di Rossini

  • concerto per clarinetto e orchestra K662 di W. A. Mozart

Seconda parte:

- concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky

 


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Una risposta a “serata conclusiva dell’Anno Menottiano: L’orchestra internazionale di Roma omaggia Menotti”

  1. Quando si devono fare i salti mortali x portare 100 persone a teatro a10 euro a biglietto forse é meglio lasciar perdere.se non c’erano i soldi e le capacità era meglio limitarsi ad un solo concerto e poi tutti questi articoli autoreferenziali non serviranno solo a dire che é stato piü fumo che arrosto?

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