
Spoleto – Gli indignati italiani (gli indignados sono un’altra cosa) protestano perché hanno distrutto la loro manifestazione, gli alti prelati protestano per la furia iconoclasta che ha distrutto una statuetta della Madonna, i Radicali protestano perché è stata distrutta la democrazia con gli insulti e gli sputi toccati a Pannella, e così via dicendo. Ma in realtà quello che sono stati veramente distrutti sono i negozi, le auto e le vetrine che i cittadini romani si sono sudati e guadagnati con anni di lavoro e di sacrifici.
Commercianti e cittadini definiti “comuni”, costretti a pagare di tasca propria i fallimenti altrui. Il fallimento della gestione di una manifestazione senza un adeguato servizio d’ordine interno, il fallimento di tutte le Forze dell’Ordine stranamente incapaci di contrastare un gruppetto di ragazzini in modo adeguato, il fallimento della politica alternativa che con questa protesta finita male ha regalato al governo, dopo la fiducia appena incassata, la seconda vittoria in pochi giorni.
Commercianti e cittadini definiti “comuni”, costretti a pagare di tasca propria i fallimenti altrui. Il fallimento della gestione di una manifestazione senza un adeguato servizio d’ordine interno, il fallimento di tutte le Forze dell’Ordine stranamente incapaci di contrastare un gruppetto di ragazzini in modo adeguato, il fallimento della politica alternativa che con questa protesta finita male ha regalato al governo, dopo la fiducia appena incassata, la seconda vittoria in pochi giorni.
A tutti i commercianti di Roma ed ai cittadini “comuni” va tutta la nostra solidarietà.
Enrico Morbidoni
Confesercenti Spoleto
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