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IL SIMBOLO  DI “MAI PIU’ VIOLENZA SULLE DONNE”:

Sabato 18 aprile l’anfora è partita da Spoleto e proseguendo il  percorso tracciato dalla Staffetta organizzata dall’UDI, due donne della città l’hanno consegnata a due donne di Pesaro, secondo un rito che iniziato a Niscemi il 25 novembre 2008, si è ripetuto in tante città d’Italia,  e in tante ancora si ripeterà, fino a concludersi a Brescia il 25 novembre 2009. Mani di donna che ricevono da mani di donna un’ anfora con due manici,  simbolo della lotta contro una violenza maschile e culturale ormai divenuta intollerabile, tracciando in tutta Italia una catena di solidarietà e di  determinazione a combattere, con tutte le nostre forze, una barbarie sommersa  che si è fatta nei secoli consuetudine di sangue con la quale il progresso, il diritto, la modernità convivono, senza riuscire ancora a mettere in campo gli antidoti giusti, le strategie vincenti.  Accolta dalla banda comunale, l’anfora è stata consegnata da due donne di Gubbio a Beatrice Lilli di Donne contro la guerra e a Ioana dell’associazione Mhiai Eminescu, ed  è rimasta a Spoleto tre giorni, dall’8 al 10 aprile, ospitata in una sala del Chiostro di San Nicolò, dove le associazioni cittadine, con il patrocinio del Comune e del Centro Pari Opportunità hanno organizzato una  mostra, una rassegna di film, letture di poesie,   video e dibattiti sulla violenza di genere. L’Associazione Donne contro la guerra, promotrice dell’iniziativa,  nel ringraziare l’amministrazione comunale e quanti hanno partecipato, ribadisce ancora una volta la necessità  di contrastare il  fenomeno della violenza sulle donne e nella famiglia anche a Spoleto  attraverso la prevenzione fra i giovani e nelle scuole, e radicando nel nostro territorio il Telefono Donna attraverso operatrici  con una formazione specifica; chiediamo inoltre una legge regionale che metta in rete e sensibilizzi tutti i soggetti interessati (ASL, forze di polizia, servizi sociali), riesca ad attivare almeno un centro antiviolenza in Umbria,  e  si impegni  a  far funzionare pienamente la Casa rifugio di Terni aperta  da poco, mobilitando e coinvolgendo le associazioni femminili e il volontariato. Si ringraziano: l’amministrazione comunale ed in particolar modo l’assessora Emanuela Albertella, l’assessora Patrizia Cristofori, il Centro Pari Opportunità, l’UDI, La Voce delle Donne, Città nuova, Legambiente, Donnambiente, Amnesty International, il Mascherone, l’Associazione Maschile Plurale   

Marina Antonini, Associazione Donne contro la guerra 

 

 

  


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